SASS DE SAN MARTIN




Domenica 04/12/2016 con Giovanni




Tempo salita :
Percorso intero :
Dislivello salita :
Impegno :
Carta 1/25.000 :
ore 1,00
ore 1,40
m. 1208
E-T E utile una torcia nelle gallerie e all’interno del forte
Tabacco foglio 25


Non ci sono mai soldi nelle casse comunali per cercare di salvare la nostra storia, ma un piano di recupero ben progettato e strutturato, e successivamente presentato alla Comunità Europea, smuoverebbe forse le acque e magari il denaro sufficiente alla realizzazione dei lavori di restauro. Ci occorrono persone capaci di credere in questo e nelle potenzialità di luoghi da far rinascere come il Forte sul Sass de San Martìn. Ricco di storia, catturerebbe subito l’interesse del turista anche straniero, che visita la nostra Provincia. Abbiamo un patrimonio storico culturale che tutto il mondo ci invidia e ci ammonisce giustamente di non saperlo salvaguardare come meriterebbe. Il Sass de San Martìn è poco più di uno scoglio posto sul restringimento del Canale d’Agordo, proprio sul punto dove le acque del Torrente Cordevole filano tra le sue pareti e le contrapposte fiancate del Monte Celo. Credibile quindi e confermato che sulla sua cima vi fosse posta una torre di guardia in epoca tardo-romana, lungo una delle vie di collegamento con le terre germaniche. Costruita su ordine vescovile e adiacente una piccola chiesetta dedicata appunto a San Martino, delle quali non resta alcuna traccia visibile. Le pietre rimaste furono sicuramente utilizzate alla successiva realizzazione del Forte militare, verso la fine dell’ottocento, quando ormai si cominciava a respirare odore di guerra in tutta l’Europa. Veniva fatto poi saltare e ridotto a un cumulo di macerie dalle nostre truppe in ritirata, dopo la tragedia di Caporetto, veniva infine riedificato dai nazisti così come lo vediamo ora, venticinque anni dopo, mentre risalivano l’Agordino inseguiti dagli Americani.

Percorso:
in località “La Muda”, in corrispondenza della galleria che taglia le viscere del Monte Celo, si devia a sinistra lungo il ponte che scavalca il Torrente Cordevole. Parcheggiamo dove una sbarra chiude al traffico la vecchia provinciale 203 per Agordo (tratto reso più agevole nel 1996 con la costruzione della galleria), senza intralciare il bivio che conduce a Agre, m 510. A piedi dunque avanziamo paralleli alle tormentate acque del torrente, lasciando spazio ai ciclisti che prudentemente evitano i rischi in galleria. Il sole stenta a filtrare in questi luoghi impervi d’inverno, si ha tuttavia la certezza di non portare a casa ospiti indesiderati come le zecche. Dopo km 1,8 in vista della vecchia casa cantoniera (località “Pont de i Castèi”), imbocchiamo a sinistra la strada militare che con diverse svolte raggiunge il “Pianaz” sul fianco della Val Carbonere, per dirigersi poi incontro al Rifugio Forestale Mandre. Noi ci fermiamo molto prima, evitando una galleria di guerra sul quarto tornante, scostiamo a destra portandoci in breve tempo sulla sella che ci unisce al Sass de San Martìn. Il forte compare all’improvviso cogliendoci di sorpresa, severo come deve essere, immobile nel silenzio della montagna riesce a farci rallentare se non arrestare il cammino. In buono stato nonostante tutto, grazie al lavoro di pulizia dei volontari che hanno a cuore il loro territorio (m 595). Visitiamolo dunque, meglio con una torcia elettrica, anche se diverse feritoie e finestroni interni illuminano con sufficienza gli ambienti. Si notano le rotaie per il trasporto delle granate e pure le immancabili latrine, quanta storia racchiusa dentro queste mura. Con prudenza ispezioniamo pure le gallerie limitrofe e il cortile posteriore dove un’enorme cisterna sotterranea conteneva le riserve d’acqua per i soldati. Assecondiamo poi la stradina erbata che dalla piazza d’armi sale i trenta metri in capo al Sass de San Martìn. Non vi troveremo nulla se non i ruderi di un piccolo edificio risalente ai primi anni del secolo scorso, il tutto ormai invaso dagli alberi che ostacolano le vedute sottostanti. Comunque incuriositi, respiriamo la storia e i misteri che avvolgono questi siti (m 630, un’ora circa dalla macchina).

Tempo salita ore 1,20.
Dislivello salita m 120.

Ritorno:medesimo tracciato.