CRISTALLINO DI MISURINA




Domenica 06/07/2003 da solo




Tempo salita :
Percorso intero :
Dislivello salita :
Impegno :
Carta 1/25.000 :
ore 4,30
ore 7,30
m. 1100
EE 1° breve tratto
Tabacco foglio 03


La cima principale del Gruppo del Cristallo non è alla portata dell’escursionista. Siamo convinti che salirla anche accompagnati da una guida esperta sia regola accettabile purché arrampicando autonomamente e non certo issati come sacchi di patate. L’orgoglio ci vieta comunque di sentirci totalmente soddisfatti, conclusa l’avventura. L’arrampicata è un’altra cosa, è il confronto con la parete innanzi tutto, prima ancora che toccare la cima, misurarsi sulle difficoltà che sappiamo gestire, osare ma con la consapevolezza di poterne uscire sempre e comunque. Noi siamo abituati a camminare o al massimo appenderci al cavo metallico di una ferrata per raggiungere la meta prefissata, concentriamoci allora sulle quote inferiori, non meno belle e famose. Le troviamo ancor più interessanti se fatichiamo lungo le tracce dei primi salitori, immedesimandoci, pensare come hanno pensato loro, superando i tratti enigmatici che compaiono di volta in volta e venendone a capo senza dover rischiare per forza l’osso del collo.

Percorso: si parcheggia a Misurina (m 1752), località che piace particolarmente e sa iniettare nelle vene la passione per le crode. Giusto all’inizio del paese, in testa al lago, ci alziamo sui bei prati incontro alla Casera di Misurina (m1795), raggiungibile più comodamente anche lungo la stradina che la serve e trovando il sentiero 224. Incuriosiscono quelle creste che fanno da cornice al paese e abbiamo finalmente modo di scavalcarle. Teniamo a sinistra al bivio, ormai sotto le Pale di Misurina, le affianchiamo ancora per un buon tratto, scollinando infine sulla Sella Popena e trovando quel che rimane del Rifugio omonimo (m 2214, ore 1,30). Una veduta inebriante, che da respiro. Si esamina inoltre da qui la meta del giorno, compreso il sentiero per arrivarci. Aggiriamo pianeggiando il pacifico catino erboso della Val Popena Alta (sent. 222) e risaliamo la trasversale Val delle Baracche, speditamente, fino alla base delle rocce. A sinistra, attraggono quelle guglie sparate verso l’alto, salite per la prima volta cento anni fa da un Angelo Dibona in piena forma. Qualche attimo di perplessità ad imboccare il canale giusto che divide il Cristallino dalla Punta Elfie, l’omino non è facile da notare se si è carenti di diottrie. Rimontiamo parzialmente questo imbuto di massi fin dove la traccia piega a sinistra, portandoci in piena parete. Rimontandolo interamente fino alla Forcella Le Bance, seguiremmo il cammino di Grohmann, il giorno che l’ha conquistato nel lontano 1864, con difficoltà poco superiori. Il seguito vien da se, per cenge e rocce facili (1°inf.) guadagniamo ulteriore quota sfiorando Forcella Michele, che si lascia sulla sinistra e seguendo gli omini arriviamo in cima al Cristallino di Misurina (m 2775, ore 4,30). Con aria tersa e un’eccellente visibilità, arricchiremo a dismisura le nostre conoscenze geografiche. Il Monte Piana sembra una montagna segata alla vita, quasi stona posto davanti alle slanciate Dolomiti di Sesto e il lontanissimo Lago di Landro, quanta gente ci sarà parcheggiata attorno alle sue rive, con gli occhi puntati al Cristallo e al Popena e al ghiacciaio che li rimonta. Anche qui passava il fronte della Grande Guerra, un caposaldo degli Alpini, che dominavano tutta la Val di Landro ed il Monte Piana stesso, teatro di dure battaglie e colpi di mano fulminei all’arma bianca. Piccole gallerie infatti e resti di baracche, appena sotto la cresta. Lungo la via di salita, un ponticello con travi di legno ed alcuni chiodi ad anello, aiutavano i militari a salire il periodo invernale.

Tempo totale salita ore 4,30.
Dislivello salita m 1100 circa.


Ritorno: con il 224 puntiamo magari la Forcella delle Pale di Misurina (m 2140), risalendo l’opposto versante dell’Alta Val Popera. Dopo lo scollinamento, al secondo tornante, seguiamo una traccia a sinistra che ci porta in dieci minuti alla base dell’esilissimo Campanile Edmondo de Amicis. Natura bizzarra, muoviamo gli ultimi passi ormai incontro a Misurina e ancora ci chiediamo come si può reggere in piedi quel grissino di pietra. Ora al bar in faccia al lago, meritiamo una birra fresca (ore 3,00 dalla cima).