CRODA DE L'ARGHENA




Sabato 25 luglio 2004 da solo




Tempo salita :
Percorso intero :
Dislivello salita :
Impegno :
Carta 1/25.000 :
ore 1,40
ore 2,40
m. 450
E 1° breve
Tabacco foglio 17


Incredibile il numero di frequentatori attratto da questo genere di escursioni. Il ricordo della Grande Guerra è sempre vivo, attuale, forse per come e dove si è svolta. L’emozione di trovarsi in questi posti e la mania di portare a casa anche un solo bossolo estratto dalle pietre. L’uscita dei primi libri storici che riepilogano le battaglie sulle Dolomiti, illustrandone i luoghi degli scontri, delle mine e delle trincee, coincide con l’uscita delle prime monografie escursionistiche sulle nostre montagne. Storici, appassionati, semplici curiosi, dilagano alla ricerca di quei posti che hanno fatto la storia. Li collegano finalmente alle vicende di guerra che hanno già letto con passione ed interesse. Posti anche facili, rimasti miracolosamente integri ed emarginati fino a pochi anni fa, diventano in breve siti storici importanti e i camosci devono cambiare casa. Le tracce dei militari, quasi cancellate, si fanno sentiero e poi strada. Gli Amici delle Dolomiti ristrutturano le trincee e gli operatori turistici agevolano il tutto per avvicinare anche il vacanziere pigro.

Percorso: presso il casello dove comincia la fantomatica strada a pagamento che porta alle Tre Cime di Lavaredo (m 1851), s’imbocca lo sterrato che, con un ampio giro, conclude quasi alla Malga Rimbianco. Parcheggiamo in una bella oasi nel verde, appena al di là del ponticello che scavalca il Rio di Rimbianco (m 1800 circa). Proseguiamo a piedi com’è d’obbligo, ma evitiamo in ultimo la Malga per rientrare brevemente sulla strada tassata. Poche decine di metri e un cartello invia a sinistra per una nuova stradina sterrata dentro il bosco. Con qualche alto e basso, superati degli scoli d’acqua, giungiamo ad un bivio con indicazioni per le trincee di Forcella Arghena. Bisogna tenere la destra (a sinistra si seguirebbe una traccia che va a morire lungo la Val Rimbianco), ora anche in salita e con qualche strappo fino ad attraversare una sassaia ed un piccolo corso d’acqua. Su dall’altra parte, sempre su sentiero sorprendentemente marcato, dopo un paio di svolte si raggiunge la Sella o Forcella de l’Arghena (m 2087, ore 1,10) e quel che rimane di una trincea italiana. Cartelli invitano a visitare anche le trincee lungo il cammino che porta alla Forcella del Col de Mezo. Una bacheca in allestimento e vari lavori di svuotamento e sistemazione delle opere di guerra. Siamo in un ampio prato fiorito ed arioso dove, al di là dagli interessi per i siti storici, la sosta è d’obbligo. Oltre la trincea, il pendio alberato cade sulla Val Rinbon e dirimpetto l’aspro baluardo del Monte Rudo, a suo tempo fortificato dagli Austriaci. Attacchiamo ora verso sinistra l’enigmatico testone della Croda de l’Arghena, ricoperto di vegetazione. Il sentiero traversa in leggera salita la parete sud, fino alla selletta che divide i due conoidi. Avanziamo incontro a quello più alto e più facile. Tra i resti di baracche, un cartello indica a sinistra un breve percorso storico, che va a percorrere la cengia fino ad una caverna di guerra (due passi esposti, prudenza). All’interno i dormitoi delle sentinelle e alla fine della stessa, un’ampia finestra che guarda il Monte Piana e la Val Rimbianco. Torniamo al bivio, evitiamo un piccolo camino franoso, passando a destra su roccette non esposte, due movimenti di primo grado che danno accesso alla piatta cima, ricoperta di mughi. Offre serenità, respiro e un bel panorama (m 2252, ore 1,40). Fu considerata strategicamente importante dai militari, subito dopo le prese di posizione sul vicino Monte Piana, all’inizio del conflitto. Per breve tempo occupata da pochi Kaiserschützen, dovettero presto cedere il posto agli Alpini, che avanzarono numericamente superiori dall’immediata Forcella de Mezo. Questi ne fecero poi un caposaldo, scavando caverne e piazzando cannoni in grado di colpire le linee nemiche. Trovare reperti bellici è possibile ma non facile, il luogo è tutt’altro che sconosciuto e abbandonato. I sentieri, da qualche tempo segnalati, sono battutissimi e le opere di guerra tuttora in corso di ristrutturazione. Bisogna inoltre sapere che esiste la legge 78 del 7 marzo 2001, che tutela il patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale e ne vieta la raccolta.

Tempo totale salita ore 1,40.
Dislivello salita m 450.


Ritorno:a ritroso lungo lo stesso percorso ore 1,00.