MONTE ANTELAO




Sabato 22/07/06 da solo




Tempo salita :
Percorso intero :
Dislivello salita :
Impegno :
Carta 1/25.000 :
ore 3,30
ore 6,30
m. 1684
A 1°sup. passaggi esposti. Rinviare se il meteo non è favorevole
Tabacco foglio 25


Si ritorna stanchi dalla cima dell’Antelao, sicuramente appagati ma stanchi. Andiamo oltre la voglia di fare e di essere lì in quel momento, la fatica ha il sopravvento e teniamo duro perché vogliamo arrivare. Questo è il biglietto da pagare per la seconda cima delle Dolomiti. Gli alpinisti la snobbano e gli escursionisti la cercano incessantemente e mettono alla prova il loro osare. Obbligatoriamente nel periodo luglio, agosto, settembre, poiché la presenza di neve e ghiaccio sulla stessa, moltiplica le difficoltà fisiche e psicologiche, costringendo molti al ritiro e alla discesa anzitempo e che tutto vada bene. Non è nostra intenzione spaventare chi ha in cantiere la cima dell’Antelao, ma è giusto metterli in guardia su ciò che li aspetta. Le difficoltà non vanno oltre il primo grado in condizioni ideali, ma la stanchezza fa lievitare tali limiti. La piramide finale è tutt’altro che banale, esige sempre il controllo dei movimenti e la parete che sale “La Bala”, soprattutto al ritorno con le gambe molli, non concede rilassamenti, sempre su cenge esposte e con i sassolini presenti dove vanno appoggiati i piedi. Abbiamo beccato la grandine sulla via del ritorno, ormai alla base de “La Bala”, quando ormai il difficile era alle spalle e non abbiamo invidiato le persone che ancora scendevano “Le Laste” inclinate del piano superiore. Invidiamo allora la capacità di chi arrampica, psicologicamente tranquillo davanti agli intoppi e ai problemi di progressione che gli si presentano davanti. Ostacoli che invece mettono in seria difficoltà l’escursionista sprovvisto sicuramente della corda, anche perché, diciamola tutta, ben pochi di noi sanno fare dei nodi e sanno assicurarsi in modo disinvolto e funzionale. Costretti quindi a rischiare senza essere assicurati dalla corda o a rinunciare e fare marcia indietro. Gli incidenti succedono ogni tanto e ci chiediamo se sia il caso di aggiungere delle protezioni qua e là, visto che la maggioranza dei frequentatori non ha forse la preparazione adeguata per itinerari del genere e se ne rende conto troppo tardi. Nomi come “La Bala”, “Le Laste”, “I Becett”, sono i vari gradini che montano la schiena del gigante, si succedono uno dopo l’altro spezzettandone la lunga ascesa e ci mostrano dove siamo e dove dobbiamo arrivare.

Percorso: a Forcella Piccola (m 2120) si arriva in pochi minuti dal Rifugio Galassi (m 2018) se si è deciso saggiamente di dormirci la notte prima. Chi decide di salire in giornata, parcheggia presso la stazione a valle della seggiovia, che va in funzione alle sette di mattina. Un divieto di transito impedisce infatti l’uso della strada che porta al Rifugio Scotter (m 1580), dalle ore 07.00 alle 18.30. Se qualcuno arriva prima può decidere di salire con l’auto fino al parcheggio del Rifugio, sappia però che non può discendere prima delle 18.30 perché la strada è chiusa da una sbarra. Da Forcella Piccola (indicazioni) si segue una traccia ripida che rimonta una gobba e guadagna un bel prato dove possiamo ammirare dirimpetto le verticali muraglie di Cima Scotter. Alle porte di un lungo vallone pietroso, lo affianchiamo a sinistra, individuandone alla fine la parete scalinata che dà accesso ai piani superiori. Sono passaggi di primo grado e in alto anche su cenge esposte. Una volta fuori, lasciamo la cima de La Bala sulla destra e ancora per cengia delicata guadagniamo le placche inclinate chiamate Le Laste. Seguiamo la traccia sulle ghiaie fino ad un preoccupante intaglio da superare. Le frecce indicano il posto migliore dove gli appigli non mancano (1° sup. breve). Il secondo tratto delle Laste è più inclinato, ma si riesce a procedere tranquillamente, anche se con più fatica sulla schiena del gigante (omini). Le lunghe placche incise longitudinalmente si arrestano ancora davanti un’insidiosa barriera naturale che andiamo a superare sulla destra (ancora frecce). Per facile trincea abbiamo così accesso alla terza e ultima rampa inclinata e la cima si mostra finalmente vicina. Teniamoci a sinistra ora, dove la roccia è pulita dai detriti e favorisce l’aderenza. La pendenza aumenta e ci si aiuta anche con le mani. Avviciniamo il cartello che segnala il Bivacco Piero Cosi (m 3111, ore 2,30), se ne sta riservato in disparte, ma all’occorrenza utilissimo. Il saperlo vicino, incoraggia magari a proseguire, quando le nuvole si fanno minacciose. Verso la cresta ora e il castello finale che si contorna ad ovest in esposizione. Un camino va salito con decisione, sfruttando il cavo d’acciaio poco teso. Ancora uno strappo per guadagnare il gradino superiore (1° sup.) e l’anticima. Ci abbassiamo con prudenza dall’altra parte, risalendo poi gli ultimi massi della cima del Monte Antelao (m 3264, ore 3,30).

Dislivello salita m 1246 dal Rifugio Galassi.
Dislivello salita m 1684 dal Rifugio Scotter.


Ritorno: quasi 3,00 ore anche per la discesa.